Impianti di depurazione
DEPURATORE DI S. MARTINO


Il depuratore di S. Martino di Chieti viene attualmente gestito dal Consorzio che si avvale della collaborazione di alcuni dipendenti del Comune di Chieti.
Il depuratore ha potenzialità per 110.000 abitanti equivalenti e tra le opere connesse comprende la condotta adduttrice, in sponda destra del fiume Pescara, lunga circa 16 Km tra la frazione Brecciarola di Chieti e il Comune di San Giovanni Teatino così disarticolata:
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Sezione
ovoidale
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60
x 90
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ml
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5.346
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Sezione
ovoidale
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90
x 120
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Sezione
ovoidale
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80
x 120
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ml
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2.424
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Polietilene
alta densità
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DN
600
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ml
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2.424
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Polietilene
alta densità corrugato
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DN
600
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Polietilene
alta densità
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DN
600
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ml
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3.200
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Oltre a tali condotte è stato realizzato un impianto di sollevamento, denominato fosso Lepri con le seguenti caratteristiche
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Sollevamento
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Pompe
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num.
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Q
(l/sec)
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Totale
Q (l/sec)
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H
m
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Potenza
assorbita
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Lepri
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4
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133
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532
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13.00
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22
kw
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I reflui depurati sono quelli del comune di Chieti e quelli conferiti dai privati, speciali non pericolosi, in virtù di specifica autorizzazione assentita con delibera di G.R. n. 80 del 02.02.00.
Le principali unità operative del Depuratore sono le seguenti:
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LINEA
LIQUAMI
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Sollevamento
iniziale
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Grigliatura
grossolana
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Grigliatura
fine
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Dissabbiatura
- Dissoleatura
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Miscelazione
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Flicculazione
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Sedimentazione
primaria
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Ossidazione
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Sedimentazione
finale
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Clorazione
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LINEA
FANGHI
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Ricircolo
fanghi
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Preispessimento
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Digestione
anaerobica
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Postispessimento
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Disidratazione
meccanica
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Essiccamento
su letti
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COLLETTORI RIVIERASCHI B1 - B2 - B3 E COLLETTORE B0.
I collettori rivieraschi con le relative due stazioni di pompaggio sono gestiti dal Consorzio in base ad accordi con i Comuni di Pescara e Montesilvano ed interessano il territorio compreso tra la foce del fiume Saline e Via Solferino in Comune di Pescara.




Il progettista individuava come tracciato più idoneo quello della strada litoranea sotto il quale doveva essere realizzato un collettore scatolare, lungo m. 3300, con dimensioni via via crescenti, a partire da m. 1,20 x m. 1,50 fino alla sezione terminale lunga m. 870, di dimensioni nette m. 2,00 x m. 3,30.
La pendenza assegnata, tenendo conto delle esigenze delle reti secondaria e terziaria, delle difficoltà di scavo, dei costi del sollevamento terminale, era dello 0,8‰.
Con il metodo del volume di invaso, è stata ricavata la successione delle portate ed è stato dimensionato l’impianto di sollevamento terminale.
Esso è realizzato in una vasca di carico larga m. 8, lunga m. 16, profonda 9 metri, costruita a ridosso del fiume Pescara, in corrispondenza della radice del molo nord.
Le portate di magra e di prima pioggia convogliate dal collettore alla vasca, fino a quando non viene superato un rapporto di diluizione tale da consentirne lo svuotamento al fiume a norma di legge, esse vengono pompate per mezzo di una condotta in vetro-resina DN 500, lunga circa 250 metri, alla rete fognaria che le trasporta al depuratore.
Le portate maggiori vengono invece pompate direttamente al fiume.
Portate superiori alla massima potenzialità di tali idrovore, possono essere sversate direttamente, a mezzo di stramazzi laterali presidiati da ventole di ritenuta che impediscono il rientro dell’acqua del fiume. In definitiva la massima portata inviabile al depuratore è di 350 l/sec. mentre quella inviabile al fiume è di 5,2 mc/sec.
I sollevamenti le principali apparecchiature dei collettori in narrativa sono di seguito sintetizzati:
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