Aspetti climatici

Il clima abruzzese risente generalmente dell'effetto termoregolatore del mare ed è influenzato dai rilievi che determinano microclimi e variazioni climatiche areali di notevole rilevanza.

 

La maggior parte del territorio regionale è collocata nel versante Adriatico (latitudine compresa tra 42°10' e 42°55' Est); esso infatti è dislocato fra la linea costiera dell'Adriatico Centrale e le strutture orografiche costituenti la linea di spartiacque dell'Appennino Centrale.

 

Esiste quindi un "effetto barriera" esercitato dalla catena appenninica che arresta parzialmente i venti (umidi e temperati provenienti dall'Atlantico e dal Mediterraneo occidentale) nonché una influenza regolatrice dell'Adriatico il cui effetto si estende alquanto profondamente verso l'entroterra; ne consegue che il territorio è particolarmente soggetto ai venti orientali, compresi quelli freddi e asciutti di direttrice NNE, e quelli marini provenienti da SSE, molto caldi ed umidi.

 

I tipi di tempo meteorologico prevalenti sono quelli orientali e quelli meridionali; nel complesso il regime termico, considerate anche le caratteristiche del Mar Adriatico (mare ristretto, incassato, relativamente profondo nella parte centrale del suo bacino), presenta caratteri tendenzialmente continentali, soprattutto durante la stagione invernale.

 

Schematizzando le condizioni meteorologiche prevalenti nel corso dell'anno si può affermare che durante l'inverno i tipi di tempo perturbato sono generalmente conseguenza di flussi di aria fredda continentale proveniente dai Balcani, i quali causano spesso nevicate anche in prossimità della costa. E' relativamente frequente inoltre il caso in cui le perturbazioni generatesi nel Golfo di Genova, dopo aver attraversato l'Italia settentrionale, si spingono verso SE apportando abbondanti piogge sul territorio regionale.

 

Alcune di queste perturbazioni mostrano poi la tendenza ad intensificarsi moltissimo sul medio e basso Adriatico, a causa dell'apporto energetico dovuto alla cessione di energia da parte del mare il quale, spesso, si trova ad una temperatura superiore di quella dell'aria. Tali intense perturbazioni hanno effetto negativo sugli insediamenti agricoli non solo per le piogge torrenziali ma anche per i venti molto forti che le accompagnano.

 

Mentre la prima parte della primavera tende a seguire ancora le caratteristiche invernali, nella seconda metà la presenza di una zona anticiclonica sull'Europa centrale ostacola le perturbazioni atlantiche che seguono una traiettoria più settentrionale interessando solo sporadicamente i territori del medio Adriatico.

 

In estate le depressioni seguono traiettorie molto settentrionali e il tempo perturbato è dovuto a fenomeni di instabilità di carattere locale. Questa stagione è infatti caratterizzata da una rapida variazione diurna della nuvolosità oltre che da una certa attività temporalesca, a carattere locale, specialmente nel mese di agosto.

 

In autunno le traiettorie delle perturbazioni interessano direttamente la Regione apportando abbondanti precipitazioni soprattutto nel mese di novembre; durante questo periodo domina l'aria fredda sia di origine continentale sia di origine artica.

Powered by Diadema Sinergie